Martina Billeci, in arte MalusMus. Si considera un artista fluida dato che, nell’arte come nella vita, ama vagare e perdersi; a muoverla verso l’atto creativo non è l’ intenzione, tantomeno una volontà ma piuttosto un’esigenza, un’impellenza, un richiamo convulso. Tale nucleo è per sua natura generativo, gestazionale e si rivela di volta in volta il mio strumento di sublimazione. Attualmente la sua ricerca trova manifestazione ideale attraverso la pittura, ma la necessità di esprimersi quanto più liberamente possibile, la porta parallelamente a spaziare tra più forme di linguaggio come anche la scultura e le tecniche plastiche contemporanee.








Ciò che prevalentemente definisce le aue rappresentazioni artistiche è l’esplorazione dei limiti e degli abissi insiti nella natura umana, del conflitto perenne tra ciò che esiste dentro di noi in rapporto a ciò che “è fuori di noi”. Si tratta di portare l’osservatore in un territorio cimentoso, luogo di un’ossessiva lotta tra i poli dell’IO, tra il divino e il bestiale. Nella quasi impossibilità di elaborare l’estrema complessità, l’incoerenza, l’ambiguità e la mutevolezza che caratterizzano l’essenza e l’esperienza umana, l’individuo tende alla dicotomia sperando di sfuggire all’incontro col caos che rivela la tragica inconsistenza di ogni certezza: la verità esiste solo nel sentire di ognuno.